La runa bianca, la runa del destino, l’ignoto. Viene chiamata anche Runa di Odino come signore del Wyrd.

Rappresenta il Karma. Ogni volta che estraete la runa bianca, rincuoratevi: sappiate che sta progredendo dentro di voi il cambiamento o la possibilità di esso. Dipende solo da voi!
Significa karma, destino, arrivo di qualcosa di inatteso, fato, ineluttabilità del destino. Se si estrae Wird in posizione finale vuol dire che qualunque cosa stia per succedere è di natura karmica.

Questa runa avvisa di aspettarsi… l’inaspettato, che nulla è segnato ma tutto è scelta e che anche l’ignoto può aprire nuovi orizzonti e possibilità.
Tutto dipende dal vostro modo di pensare, visto che è collegata alla legge di attrazione.

È la conferma che qualcosa dentro di noi sta profondamente cambiando. La cosa più importante con cui affrontare la situazione che annuncia, è l’atteggiamento interiore più che la decisione pratica; essa infatti è il potere della fiducia del coraggio e della fede.

Cenni ulteriori e doverosi su questa runa “speciale”

A livello antropologico Wyrd in effetti non esiste: stando ad alcuni manoscritti ritrovati negli anni ‘80, deve le sue origini al Medioevo ma solo in relazione all’uso divinatorio, per cui ben dopo la nascita dell’alfabeto Futhark e comunque prima dell’avvento della new age. Molto infatti ritengono responsabile la cultura new age per il suo inserimento nel set runico.

Come già detto, alcuni puristi consigliano di non utilizzarla nella divinazione poichè non è né antica né “originale” dell’antico bagaglio nordico. Chi non la usa è perché trova riduttivo racchiudere un concetto in un “simbolo”. Secondo altri invece (ed io appartengo a questa fazione perché secondo me le rune sono proprio concetti, ideogrammi) pare che aiuti maggiormente ad analizzare se stessi e ad entrare in contatto con il proprio spirito, perchè il concetto del wyrd include ciò che permette la vita, è il tempo e lo spazio. Rappresenta quindi il legame di tutto con il Tutto.
Anche io sono fondamentalmente una purista, ma so che nelle Rune, nel loro viaggio fino a noi, sono intervenuti – come per tutte le cose – molti cambiamenti sia fonetici che grafici. Per cui non trovo motivi per non accogliere la Wird-Destino, essendo un concetto che non appartiene solo alla cultura nordica.
Personalmente la uso perché la trovo affascinante e ricca di significato, come lo spazio tra una parola e l’altra o come il respiro necessario a proseguire la strada che abbiamo intrapreso.